scritto da elabel il giovedì, 12 novembre 2009,13:18

Vediamo… l’astinenza è durata quanti giorni?

Cinque?

Credo di aver fatto di meglio.

È che sono affezionata, a sto posto. Oramai si sa.

 

Dunque.. aggiorniamo un po’, daniela cara.

 

Mh… che dire? O, meglio, come dire?

 

…..

 

Tra le canzoni che amo c’è questa:

“E' uno di quei giorni che ti prende la malinconia
che fino a sera non ti lascia più
la mia fede è troppo scossa ormai ma prego e penso fra di me
proviamo anche con dio non si sa mai
e non c'è niente di più triste in giornate come queste
che ricordare la felicità sapendo già che è inutile ripetere:
chissà ? Domani e' un altro giorno si vedrà
è uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
bilancio che non ho quadrato mai
posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio
ma con che risultati non saprei
e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni
e se ho promesso non lo faccio più ho sempre detto in ultimo :
ho perso ancora ma domani è un altro giorno, si vedrà
è uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai
beato te si beato te
io di tutta un'esistenza spesa a dare,
dare, dare .... non ho salvato niente, neanche te
ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
che tu potresti ritornare qui e come tanto tempo fa ripeto :
chi lo sa ? Domani è un altro giorno si vedrà
e oggi non m'importa della stagione morta
per cui rimpianti adesso non ho più
e come tanto tempo fa ripeto :
chi lo sa ? Domani e' un altro giorno si vedrà
domani e' un altro giorno si vedrà.”

(“Domani è un altro giorno”. L’ho sempre sentita cantata dalla Vanoni, non ho idea di chi sia l’autore)

Ecco.

Con i dovuti distinguo (la canzone è rivolta ad un uomo, mentre per me è un po’ più complicato, anche se si, in qualche modo c’entra pure un uomo – e diciamolo, checcavolo!), ieri è stato uno di quei giorni in cui m’è presa la malinconia e, strisciante, non m’ha mollata fino a sera, quando è esplosa. Quelle cose che rivedi la tua vita e ti sembra un discreto sfacelo, che ti vien voglia di smettere di cercarla, la felicità, che tanto a te non spetta. Facezie del genere.

Fortuna la giornata è finita.

Oggi?

Oggi è l’altro giorno.
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scritto da elabel il sabato, 07 novembre 2009,09:39

Son viva, eh?

E’ che….

Beh…Ci fosse mai qualcosa di semplice a sto mondo.

Nulla di tragico, ma parecchio di difficile.

Meglio: di emotivamente sfiancante.

Ci risentiamo quando torno a respirare normalmente.

O prima, se sentirò il bisogno di scrivere qui.

scritto da elabel il mercoledì, 28 ottobre 2009,11:39

-         Senti cara… se esco una mezz’ora prima sta sera e passo? Mi spupazzo dieci minuti la piccola e ci facciamo due ciacole di persona.

-         Se ce la fai. Non ti dico di fermarti a cena che abbiamo gente…

-         Dai, vedo di passare. Ti chiamo quando parto da qua, ok?

-         Ok. Ciao cara.

Ho la fortuna di contare F. tra le mie amicizie da qualche anno. Tipo da quando di anni ne avevamo sette, mese più mese meno. Ora è tra le persone più vicine che ho.

 

Passo a trovarla. Suono il citofono.

 

-         Sali cara!

 

Salgo. Busso alla porta socchiusa, entro

 

-         Ma buonasera! Chi abbiamo qua? Ciaaaoo, stellina bella…

 

Perché davanti ai bimbi faccio sempre la voce da idiota? Vabbè, poco importa… la piccola mi vede e mi regala due sorrisi che mi stendono. Tempo trenta secondi ce l’ho in braccio. Poi, finalmente, dedico un'occhiata alla mamma.

 

-         Stanca?

-         Ma dai? Torvi?

-         Vagamente…

-         Ecco, tu te ne accorgi appena mi vedi. Credi che mio marito lo noti?

 

Voglio bene al marito di F., davvero. Gli voglio bene al di là del fatto che è l’uomo che lei ha scelto di prendersi accanto. Ciò non toglie molte cose. Ascolto lo sfogo, non posso fare altro.

 

-         Vabbè, dai, basta parlare di me e mio marito. Tanto se lo uccido mi difendi tu, vero?

-         Tranquilla. È legittima difesa. Anzi, secondo me sfocia nello stato di necessità.

-         Ottimo. Dai, dimmi di te.

-         Che vuoi che ti dica, mula. Tutto sommato bene: mio padre pare sotto controllo, mia madre per ora regge. La prossima settimana sarà da rider, ma penso a una cosa per volta.

-         Si. Devi… Dall’omino riparatore dei cortocircuiti? Dovevi andarci sta settimana, mi pare…

-         Ci sono andata oggi. E son riuscita a farmi cazziare. Anzi, mi ha fatta cazziare da sola, sai come fa lui.

-         Perché?

-         Per la serie: daniè, ti stai arenando. Qui possiamo fare tutti i bei discorsi che vuoi, ma è la fuori che poi devi metterli in pratica… È che volte mi sembra di andare avanti, invece giro in tondo.

-         Eh. Lo so. Bene.

-         È difficile. Ogni santissimo passo. Ogni singola cosa. Ho l’impressione di pagare ogni attimo decente con tre quintali di merda. Il più delle volte in anticipo e senza risultato garantito.

-         ….

-         Ogni tanto sono stanca. Più che ogni tanto, a dire il vero. Ma così è. Quindi sorridiamo, tiriamo giù un po’ di vaffanculo e avanti…

-         Eh… io ho ripreso a desiderare di essere altrove. Non mi succedeva da tanto.

-         … si, era un po’ che non te lo sentivo dire.

-         Che poi è una cazzata: se stai bene con te stessa, stai bene ovunque.

-         ….

-         ….

-         Quindi.

-         Quindi, almeno, condividiamo qualche momento.

-         Si. E poi tu guarda cos’hai.

 

Guardo la piccola che ho ancora in baraccio: si stropiccia gli occhi.

 

-         mi sa che ha sonno, sai?

-         Mi sa di si.

-        

-        

-         Torna dalla mamma, dai, che io vado a casa.

-         ….

-         ….

-         Hai ragione. Ho la cosa più bella del mondo.

-     Si.

….

 

È uno di quei momenti in cui sono stanca. Di quelli col respiro corto, con la gola stretta. Mi dico che non importa. Che ora respiro per bene, vado a far pipì e torno come nuova.

 

scritto da elabel il lunedì, 26 ottobre 2009,16:33

Sono così belli i colori della campagna in autunno. Li ho sempre amati, credo. I colori, la luce, l’aria, gli odori. In qualche modo è come se mi appartenessero. O forse è più corretto dire che è come se io appartenessi a loro. Non so. Ci sono degli attimi, la mattina presto o prima che imbrunisca, dove mi capita di spiare uno scorcio, una luce, un angolo di foglie e di fermarmi, ed arrivare a pensare che tutto torna, che i pezzi di me si incastrano, che ...

Ho quasi la sensazione di sapere chi sono.  Di essere in equilibrio dentro me stessa. Provo a restare immobile, ma tempo due respiri quel momento è già finito.

 

Sai mai che mi monti la testa.
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Lunedì mattina

scritto da elabel il lunedì, 19 ottobre 2009,11:10

Se dicessi che va tutto bene piglierei per i fondelli me per prima.

Ma io funziono. Discretamente, anche.

Nonostante tutto non mi sento rotta.

Basta?

No, ma devo farmelo bastare.
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Bestiario umano

scritto da elabel il mercoledì, 14 ottobre 2009,12:37

Uno degli aspetti che amo della mia professione è che mi da la possibilità di venire a contato con un campione di umanità meravigliosamente ampio. Si và dalla vecchietta settantenne al bimbo, dal pluripregiudicato a colui che mai ha avuto neanche una multa per divieto di sosta, dalle persone sensate (poche, in verità) a quelle completamente fuori da ogni logica.

E sono proprio queste che ci regalano aneddoti che sono delle perle, tanto che abbiamo deciso di raccoglierle, a imperitura memoria, in un quadernino, che non si dica mai che facciamo un lavoro poco divertente.

 

Ve ne riporto qualcuna, tanto per …

 

….

-         Mi scusi, signora, ma come fa a saperlo?

-         L’ho sentito

-         Ah… ha ascoltato

-         Si.

-         Era presente, quindi

-         No

-         ?

-         l’ho ascoltato col sistema dei fili e dei bottoni…

-         ….

-         Lo conosce vero?

-         … veramente ora mi sfugge nei dettagli…

-         ….

-         ….

-         Eh… certo, lei è così giovane… così ingenua….

….

 

….

 

“… imputata del delitto p.e p. dall’art 594 c.p. perché, rivolgendosi alla parrucchiera che le aveva appena fatto il colore ai capelli, evidentemente insoddisfatta di questo, l’apostrofava dicendole “scusi, ma mi ha fatto la testa color spermatozoo perché crede io sia una testa di cazzo?”… e la ingiuriava poi con gli epiteti di….”

 

(Um.. Da qui è scaturita un simpatica disquisizione sul perché la signora ritenesse che il colore degli spermatozoi fosse giallo… se qualcuno ha delle ipotesi, la ricerca in merito è ancora aperta)

 

….

 

Dopo un ora e mezza (forse pure qualcosa di più) passata a tentare di spiegare ad un marito che ottenere la separazione è un diritto del coniuge, che si può discutere sugli aspetti economici ma non su quelli personali, che evidentemente se uno vuole la separazione e l’altro no non è vero che va tutto bene, lui esordisce con

-         avvocato, se mia moglie insite io mi butto dalla finestra!

-        

-         ….

-         Vabbè, come vuole. Ma per favore, non dal mio studio, che poi ce lo sequestrano per le indagini…

 

(ok, questa è la mia collega. L’esasperazione può questo e oltre)

 

….

 

La più carina degli ultimi tempi, però, non arriva da clienti, ma da quel fenomeno dell’amante di una nostra amica. Lei (che deve capire ancora molte cose, ma è giovane, che ci volete fare) è spiazzata perché lui, oltre che andare a letto con lei, continua ad andarci anche con la moglie.

Interrogato sul punto, lui ha un uscita che trovo incantevole:

 

-         Amore, non ti preoccupare. Con mia moglie è solo sesso.

 

Con questa vi lascio e torno a lavorare.

 

Cià.

scritto da elabel il mercoledì, 07 ottobre 2009,19:41

Allora.

È uno nuovo.

Non quello vecchio, quello pare ancora zitto e muto.

Uno nuovo ha deciso di spuntare dal nulla in sei mesi.

Ma porcamerda (citazione dovuta).

Si ricomincia.

Tra una settimana i primi risultati, poi l’operazione, poi le terapie.

Sperando che non ci sian terapie da far prima.

Vabbè.

….

Sto tornando in piscina con una certa costanza.

Avevo smesso di andarci quando mamma è stata operata la prima volta. Ci torno ora. Mi credete che l’abbonamento l’ho rifatto un due mesi fa e ho pensato “cazzo, avevo smesso perché mamma stava male, speriamo che ricominciare non porti sfiga…”

Ma tirarmele addosso un po’ meno no?

Vado a casa và…che ci sono i livelli di angoscia (paterna) e paura (materna) da controllare e gestire.

 

Cià.

scritto da elabel il lunedì, 05 ottobre 2009,14:08

Ok, in tutto questo c’è da dire una cosa: che l’omino riparatore di cortocircuiti ha fatto un buon lavoro. Sono triste, spaventata, arrabbiata (non necessariamente in quest’ordine), ma sono presente a me stessa.

Chiariamo: ragionevolmente dovrebbe esser qualcosa di affrontabile, ma si sa, servono controlli, verifiche, analisi, tempo… e io non sono mai stata l’ottimista del gruppo, il che non aiuta.

 

Non so.

So ben poco, a dire il vero.

E quel che so lo so nel momento in cui lo vivo.

 

Benvenuta tra il resto dell’unanità, daniela cara…

 

Già…

 

Ora, ad esempio, ora so che non mi riesce di scrivere di più.

E che pubblicato questo andrò a prendermi un caffè.

 

So anche che ci sono un po’ di persone che mi tengono d’occhio, e che se rischiassi di annegare mobiliterebbero il mobilitabile per salvarmi. Sono sola, ma controllata a vista.

Il che un minimo riscalda il cuore.

 

Per il resto, me la devo vedere io.

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scritto da elabel il venerdì, 02 ottobre 2009,08:36

Vabbè, utilizziamolo a scopo terapeutico sto blog và…

Sono riuscita a piangere, quindi va meglio.

Ma la malattia di mia madre è tornata.

Lo so. E’ una cosa personale e questo è un blog pubblico.

Ma è soprattutto un blog mio.

E scriverlo mi serve.

Per favore, niente commenti.

Grazie.

D.

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scritto da elabel il mercoledì, 30 settembre 2009,11:42

Siamo su.

Mi ci devo abituare.

C’è ancora odore di imbiancatura, molto da pulire, ancor di più da sistemare.

E intanto domani è già ottobre.

E tra un po’ mi tocca fare i conti con l’invecchiamento anagrafico ufficiale.

Mh…

Vorrà dire che festeggerò.
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